Nel 2050, in un mondo profondamente segnato dalla crisi ambientale, questo progetto di tesi immagina un futuro in cui la flora, geneticamente modificata, diventa una risorsa terapeutica per la sopravvivenza umana. Il progetto speculativo prende avvio dalle 32 specie esotiche invasive dell’Emilia Romagna, trasformandole in organismi “postumani” capaci di mitigare gli impatti pedoclimatici localizzati. Il volume 01 è dunque concepito come progetto pilota di una possibile collana enciclopedica nazionale.
La tesi si articola in diversi output: un’enciclopedia – a metà tra un erbario e un florilegio –, un formato tascabile utile per l’identificazione in escursione, un sito web mobile-first e un poster. Le immagini, realizzate tramite AI generativa text-to-image, propongono una nuova forma di rappresentazione botanica.
Alcune mutazioni però evolvono in modo inatteso, rivelando i rischi di una biologia progettata per rispondere all’emergenza.
“Botanica Postumana” diventa così archivio narrativo e visivo delle piante che verranno: il testamento di una scienza che, nel tentativo di salvare l’umanità, ha finito per ridefinire i confini stessi della natura.